A prova di Einstein

A prova di Einstein

Albert Einstein sosteneva che hai ben compreso una cosa solo se sei in grado di spiegarla a tua nonna e se l'ha detto lui c'è da credergli, però, per come la vedo io, a volte non bisogna per forza scomodare una nonna, basta prendere una come me, per esempio, per mettere a dura prova le capacità esplicative di chicchessia. Chiamalo mea culpa o come vuoi tu, ma a volte mi rendo conto di fare molta fatica a capire ciò che tanti altri afferrano in un attimo. Porterò qualche semplice esempio per avvalorare la mia tesi:

  1. Due mesi fa, con una pancia al nono mese di gravidanza, mi trovavo al supermercato al banco gastronomia, al che la signora che mi stava tagliando il prosciutto mi chiede gentilmente:"Le manca ancora molto, signora?". "No -rispondo io- solo un etto di mortadella e poi ho finito." " Intendevo il bambino, quanto manca al parto?"
  2. Ci ho messo circa un mese a capire come estrarre la carrozzina di mio figlio dal suo supporto su ruote, quando mio marito ci ha messo circa un nanosecondo.
  3. La prima volta che ho portato mio figlio fuori in macchina ho impiegato circa 10 minuti buoni e un bel po' di sudore per estrare l'ovetto dalla macchina, salvo scoprire dopo che il procedimento era spiegato tramite disegni sull'ovetto stesso.

Potrei continuare, parlando del mio modo di guidare, della mia incapacità a fare i conti a mente (uso ancora le dita), della mia mancanza di tecnologizzazione, ma preferisco fermarmi qui. Sono convinta comunque che il problema non dipenda da me, bensì dalla mia grandiosa e fuori dal comune capacità di evasione mentale. Lo ammetto, non perdo occasione per evadere, ma purtroppo è una cosa che non posso controllare, la mia mente spazia in universi sconosciuti e catalizzare la mia attenzione è impresa titanica. La cosa può sembrare cerebralmente invalidante, soprattutto dal punto di vista logico-razionale, ma io, invece, mi ritengo molto fortunata, perchè il mio cervello è un autentico crocevia di idee che si scontrano e si spintonano e prendere al volo quella giusta non è semplice, ma quando mi riesce è una gran soddisfazione! Insomma che la mia testolina mi permette anche di prendermi le mie rivincite come domenica scorsa, quando sono riucita durante la mattina a creare questo vassoio di piccola pasticceria (anche la sfoglia dei cannoncini è fatta dalle mie manine). Trenta sablées al cioccolato e quindici cannoncini alla crema: e chi se lo aspettava da una quarantenne un po' svampita, che, anche se ce la mette tutta non riesce a terminare una cosa, se prima non ne inizia almeno altre due?! Quindi, riassumendo, non ho grandi capacità logico-matematiche, ma credo nell'estro, nella passione e nella creatività che mi permettono di sorridere dei miei difetti e degli innumerevoli errori in cui incorro ogni giorno.

"Una persona che non abbia mai commesso un errore non ha mai cercato di fare qualcosa" (Albert Einstein)

2015-10-18 14.06.38

Sablée al cioccolato

Ingredienti per 30 biscotti

125 gr di farina 00

100 gr di burro morbido

50 gr di zucchero a velo

1 tuorlo

1 pizzico di sale

100 gr di cioccolato fondente 55%

  • Impasta la farina con il burro, aggiungi lo zucchero a velo setacciato e il pizzico di sale. Da ultimo unisci il tuorlo, che deve essere a temperatura ambiente. Forma una palla con la pasta e falla riposare per almeno 30 min in frigo, avvolta in una pellicola.
  • Accendi il forno a 180° statico. Stendi la pasta su un piano infarinato e ricava i biscotti della forma che vuoi. Cuoci per circa 12/15 min (appena si coloriscono sono pronti). Sforna e fai raffreddare.
  • Sciogli il cioccolato a bagnomaria e intingi i biscotti per ottenere l'effetto bicolore. Falli raffreddare sulla placca che hai usato per cuocerli o su una gratella per dolci.

P.S La ricetta della frolla sablée è di Michel Roux ed è la migliore che io abbia mai provato!2015-10-18 13.04.22

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