Lunch box

Lunch box

Ho sempre avuto la fortuna di lavorare in ambienti che mi permettessero una pausa pranzo fra le mura di casa o comunque seduta ad un tavolo, senza una particolare fretta. Infatti i miei impieghi da commessa sono sempre stati a pochi minuti di strada da casa e nei due anni di lavoro itinerante per l'Italia insieme a mio marito, ho avuto la possibilità di testare i tanti ristoranti dall'ottimo rapporto qualità/ prezzo che abbiamo nel nostro magnifico paese. Ricordo con piacere e un po' di nostalgia quel mese di maggio del 2012 passato fra Certaldo e Poggibonsi, in Toscana, dopo aver lasciato la meravigliosa Bazzano,  zona di Lambrusco e di aceto balsamico, in Emilia; il gusto di quei pranzi e di quelle cene valevano bene le 10 ore di lavoro giornaliere anche a giudicare da quei 5 chili messi su con nonchalance e che mi sono valsi un periodo forzato di insalate, nonché di sfottò,  soprattutto da parte di mio papà che forse allo specchio non si guardava più da parecchio. Esattamente un anno dopo la situazione si era completamente ribaltata, ero diventata uno scheletro,  la bilancia non segnava 50 kg da almeno 5 anni e il motivo di questa remise en forme è racchiuso in sole due parole: CALL CENTER!  Sì,  avevo iniziato un nuovo lavoro con orari completamente diversi che avevano letteralmente stravolto le mie abitudini, soprattutto a tavola e che mi avevano obbligata ad un pranzo in 15 minuti e a una cena dopo le nove la sera. Insomma mi dovevo organizzare e questo è stato il mio primo faccia a faccia con un lunch box: preparare tutto in anticipo se non la sera prima, no, non ce la potevo fare e allora mi ritrovavo ad aprire il frigo all'ultimo momento e a infilare nel mio contenitore le prime cose commestibili che mi capitavano a tiro.  Per un paio di giorni ho pranzato con pomodorini crudi e fagiolini bolliti, poi sono passata alla pasta, ma il prendere dimestichezza con il microonde che avevamo a disposizione mi è costato un paio di ustioni su lingua e palato e poi.. e poi ho cambiato lavoro, perché di quel "loculo" rovente e di rompere le scatole alla gente non ne potevo più!  Ogni tanto però ci ripenso a quel periodo e a quel lunch box che per molti è una costante, è una scelta obbligata, perché si è lontani da casa e perché l'idea del ristorante per tanti motivi non è praticabile.  La mia amica Donatella si mangia sempre un panino a pranzo, ma dovrebbe variare il suo menù e allora ecco che l'altro giorno, non so come,  mi è venuta fuori questa pasta, buona anche fredda e ho pensato che potrebbe essere perfetta per una pausa pranzo al volo e magari, vista la stagione,  anche per un pic nic: scegli tu e comunque sia fanne in abbondanza, non te ne pentirai!

Fusilli speck, asparagi e primosale

Ingrdienti per due persone

150 gr fusilli

45 gr speck a cubetti

4 asparagi

60 gr primosale

qualche fogliolina di basilico

sale e pepe q.b

un filo d'olio evo

  • Butta la pasta in acqua bollente salata.
  • Nel frattempo scalda lo speck a dadini in un padella antiaderente, pulisci gli asparagi, scartando la parte dura (circa 10 com dal fondo) e tagliando il resto a dadini, lascia intatta la punta e aggiungi il tutto allo speck. Porta a cottura allungando di volta in volta con qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta, regola di sale e di pepe.
  • Scola la pasta al dente e fai mantecare con lo speck e gli asparagi. Impiatta con qualche fogliolina di basilico, il primosale sbriciolato e un filino d'olio extravegine di oliva.

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