Cambio di stagione

Cambio di stagione

Cambio di stagione

Saranno le continue bombe d'acqua che mitigano  forse anche troppo la temperatura, paventando lo spauracchio di una stagione senza pomodori, sarà che da precisa quale sono , non mi sento in estate prima del 21 di giugno, ma fatto sta che aprendo l'armadio i maglioni di lana sono ancora lì che occhieggiano impilati uno sopra l'altro, tentando di rendersi ancora appetibili ai miei occhi, mentre le solite t-shirt scalpitano nella scatola del cassone del letto e ormai non riesco più ad essere insensibile al loro canto disperato :"Liberateci! ". Sia chiaro  che il modello "armadio 4 stagioni", di cui mio marito è un grandissimo sostenitore, non mi ha mai attirato, se non altro perché oltre allo spazio ristretto che ho di solito, ora ne ho ancora meno, dovendo dividerlo con mio figlio che, essendo l'ultimo di nove cugini, può vantare un guardaroba super fornito, che potrebbe riempire un negozio. Quindi sì,  sono in ritardo con il cambio di stagione e l'armadio è solo la punta dell'iceberg,  perché anche in cucina il passionale vento dell' estate non vuole davvero entrare, quindi la gelatiera giace immobile ormai da mesi nella sua mensola e il forno al contrario sta facendo gli straordinari.  Sulla tavola la tovaglia decorata con l'estiva lavanda fa da appoggio a una corroborante pentola di fagioli all'uccelletto, caldi e fumanti, accompagnati dal rumore della pioggia che batte incessante  sulle tegole del tetto. Si vocifera che quest'anno ci aspetterà un'estate più fresca di quella dell'anno passato e io in fondo non me la sento proprio di strapparmi le vesti ricordando quei 30 gradi fissi in casa fino alle dieci la sera, non sarò così nostalgica ricordando quelle giornate barricata in casa con il condizionatore a manetta, non rimpiangero i vecchi tempi in cui si stava meglio anche se a conti fatti si stava peggio. Temporali improvvisi e violenti stile foresta tropicale, frescura notturna tipo baita ad alta quota e io che non mi perdo una partita degli europei di calcio: il mondo è sottosopra e la cosa bella è che a testa in giù mi trovo davvero bene e quasi quasi ci rimango..almeno finché il sangue non mi andrà al cervello, in quel caso  mi raddrizzero,  cambierò gli inquilini dentro all'armadio,  metterò i cestelli della gelatiera in freezer e inizierò tranquillamente come tutti…a sudare!

Schiacciata ai profumi di Provenza 20160425_143817

 

 

Ingredienti

300 gr di manitoba 

75 gr di latte

100 gr acqua+50 gr 

8 gr lievito di birra fresco 

1 cucchiaio di olio extravergine di oliva 

1 cucchiaino di sale 

2 scalogni

10 pomodorini Pachino 

4 acciughe sott'olio

10 olive taggiasche 

3 rametti di rosmarino 

Fleur de sel q.b

  • Impasta in una ciotola la farina con il lievito, il latte e i 100 gr di acqua, aggiungi l'olio e solo all'ultimo il sale. Aggiungi, se necessario, i restanti 50 gr di acqua e fai riposare l'impasto per 10 minuti. Riprendilo e  impastalo velocemente con la punta delle dita su una spianatoia infarinata e fai lievitare nella ciotola per 3 ore, coperto con una pellicola. 
  • Accendi il forno a 220 gradi statico.
  • Nel frattempo stendi l'impasto con le mani in una teglia foderata di carta forno e unta di olio, ungi ancora di olio la superficie e cospargi con gli scalogni tagliati a fettine, le acciughe, i pomodorini e i rametti di rosmarino, cospargi con il fleur de sel  e inforna per 15 minuti. Togli dal forno e completa con le olive.

 

 

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