Mal d’Asia

Mal d’Asia

20160619_145113Il più famoso è il mal d'Africa, cioè quella nostalgia che prende chiunque dopo aver ammirato e goduto di un tramonto in quelle terre selvagge, che ti porta allo struggimento totale dei sensi finché non fai ritorno là dove tutto ha avuto origine. Io però di queste "malattie"ne conosco un' altra , molto simile, dopo aver fatto la conoscenza sette anni orsono  di Demis ed Efrem, per cui il Giappone è diventata una bussola dell 'anima, come un'enorme calamita che attira tutte le fibre del loro essere.  Il perché non lo so e non lo capisco, dal momento che la mia cultura in fatto di Sol levante si limita ai cartoni animati degli anni '80, tipo Holly e Benji e Pollon, una puntata di Ulisse che parlava dei Samurai e qualcosa su Pearl Harbor e a seguire la bomba atomica. Insomma nel mio animo la lotta fra oriente ed occidente è sempre stata impari, una partita senza storia,  un po'come Italia -Spagna degli scorsi Europei. Se le cose però stanno lentamente cambiando e le culture così diverse dalla mia non mi sono più così indifferenti, lo devo a un libro, che ho letto sei anni fa, mentre ero in viaggio di nozze in crociera e lambivo le rocciose coste della Grecia, culla della nostra civiltà , ammirandole dal balcone privato della nostra cabina. Mentre Gabriele dormiva io leggevo di Renee, portinaia di un lussuoso palazzo parigino e della sua seconda vita, tenuta sempre ben nascosta, di amante e di irriducibile  paladina della bellezza in ogni sua forma. Renee celata dallo stereotipo di rozza e ignorante che accompagna chi fa un lavoro come il suo, come gli aculei di un riccio, tanto ritroso e chiuso in sé stesso,  quanto carino ed elegante nel momento in cui si apre. Chi si assomiglia però si riconosce e alla fine Renee si deve arrendere e uscire allo scoperto, proprio come un riccio affamato, per nutrirsi di quello che ama di più. La bellezza, quella allo stato puro, per lei è rappresentata dallo stile di vita giapponese, dalla sua millenaria civiltà,  simbolo di rispetto per tutto ciò che circonda l'uomo. Quando si dice che i libri possono cambiarti è vero e questo è uno di quelli e mi sento di consigliarlo vivamente a chi non lo avesse ancora letto.Ok, un viaggio in Giappone non l'ho ancora fatto, ma è anche grazie alle pagine de "L'eleganza del riccio" se ho iniziato a mangiare pesce crudo, se ho comprato l'ultima fatica di Marie Kondo e se dopo 26 anni dal primo contatto con L'Iliade, forse quei Troiani non mi stanno più così sulle scatole!

Tartare di salmone e mizuna20160528_133917

Ingredienti per 4 persone 

1 mazzetto di mizuna*

100 gr di salmone fresco 

4 olive taggiasche 

2 cucchiai di olio extravergine di oliva 

2 cucchiaini di succo di limone 

Sale q.b

  • Lava la mizuna e asciugala, tagliata a pezzettini e tieni da parte.
  • Togli la pelle al salmone e taglia la carne in cubetti molto piccoli.
  • In una ciotola crea un'emulsione  con l'olio, il succo di limone e il sale.
  • Aiutandoti con un coppapasta costruisci il piatto, mettendo la mizuna, la tartare di salmone e completando con un'oliva taggiasca, rifinisci con l'emulsione  e servi subito.

* In alternativa puoi utilizzare la rucola 

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