Country e chic

Mese: ottobre 2016

Country e chic

Country e chic

In un mattino terso di inizio ottobre, sì e no saranno tre km che ci separano da un altro mondo, io e Francesco,  in macchina, svoltiamo alla rotonda, un'indicazione recita così:Al podere delle emozioni perdute,  azienda agricola and more.. Appena varchiamo il piccolo spiazzo antistante la casa, basta uno sguardo e siamo catapultati nella morbida e fascinosa campagna inglese. Tutto è studiato nel dettaglio, senza perdere di spontaneità: le insegne di legno sui cancelli che aprono lo sguardo verso l'orto, il giardino e l'aia, che si popola, appena scendiamo dall'auto, di piccoli pelosetti a quattro zampe che annunciano il nostro arrivo alla

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Il gusto dell’autunno

Il gusto dell’autunno

Una domenica così me la sognavo da settimane: aprire le finestre e scoprire che i bachi della foschia avevano lavorato instancabilmente tutta la notte per creare una meravigliosa lanugine che ora sembra avvolgere e ovattare tutta la campagna in una bianca ed impalpabile ragnatela. Poi un quarto di zucca dell'orto, verde, rugosa e appena tagliata, cotta in forno, con tanti semi che sono diventati quasi senza peso, croccanti come le arachidi e meglio dei pop corn. Una torta riposa silenziosa nel forno spento, mentre mi arrampico sulla sedia della cucina ad afferrare la padella bucata per cuocere le castagne sul fuoco ed inaugurare così la stagione dei colori e

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Invecchiare..

Invecchiare..

Fuori l'uggia  è quella tipica dell'autunno padano, quella foschia un po'gotica che se sei nato nella nebbia un po'di nostalgia di lei ce  l'hai e anche quando il sole prepotente di luglio invade ogni angolo della vita, tu sai che proprio lì in fondo all'anima sopravvive, in qualche cm quadrato, un piccolo e intoccabile spazio riservato al fascino un po'decadente della stagione grigia. Sono nata in autunno, giusto venerdì  sono state 41 le primavere che porto sulle spalle, e il cielo gonfio di nuvole che hanno scaricato interi secchi di pioggia sopra i tetti è stato la tessera che ha completato alla perfezione il puzzle della

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Maledettamente pop

Maledettamente pop

L' occasione è una di quelle a cui non puoi e non vuoi mancare, cascasse il mondo, ne senti il richiamo, come ne facessi parte ancor prima di venire invitato: tutti attorno a lui per una giornata da cerchiare in rosso sul calendario. Arriviamo puntuali tutti e tre, io, Gabriele e Francesco,  varchiamo il cancello e saliamo le scale che si portano nella sala dal soffitto a travi scure , c'è già parecchia gente ed eccolo lì Stefano, un po' nervoso mentre ci saluta, ma è normale, perché una prima è sempre una prima. Giacca chiara, un paio di jeans grigi e

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La mia scuola

La mia scuola

Due codini troppo stretti, una cartella rossa e poi tanti fogli bianchi riempiti di montagne e onde del mare: questo è quello che la mia mente  conserva del mio primo giorno di scuola insieme alla maestra che guida la mia manina nei primi tratti ancora insicuri. Sono stata fortunata alle elementari: primo perché ho avuto una maestra meravigliosa di quelle che purtroppo hanno buttato via lo stampo, secondo perché ero bravissima e non ricordo di aver mai studiato. Ottimo il giudizio con cui sei anni dopo avrei varcato fiera la soglia della prima media: niente codini, uno zaino grigio e tanta paura per tutti quei professori

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