Anima d’artista

Anima d’artista

"Fra il gusto dell'arte di Caleb ed il mio c'è una piccola differenza: io ce l'ho." chiosava con nonchalance la bella e annoiata Rose, mentre il suo ricchissimo fidanzato la guardava appendere alle pareti della loro suite le ultime tele comprate a Parigi di un certo..qualcosa tipo Picasso, mentre le enormi eliche dell'inaffondabile Titanic si erano appena messe in moto. Era il 10 aprile 1912.

Quarant'anni più tardi la professoressa Watson, docente di storia dell'arte al Wellsey college, sorrideva mentre la sua allieva più pignola, la signorina Betty Warren, le faceva amabilmente notare che ci sono dei parametri che definiscono un'opera d'arte, come la tecnica, la composizione, il colore, pefino il soggetto altrimenti anche un volgare quadro in peltro potrebbe essere paragonato ad un Rembrant . Cos'è l'arte, cosa la rende buona o non buona e chi lo decide: ecco quale sarebbe stato l'arduo obiettivo da raggiungere per quella classe di perfettine snob anni '50.

Saltando di 40 in 40, arriviamo al novembre 1994 , terza liceo classico,  ora di italiano,lettura ed analisi su "I sepolcri" di Ugo Foscolo, silenzio tombale (tanto per restare in tema), nemmeno una mosca di sottofondo, solo la voce del professore, blasé quanto basta per farti pensare che nella vita si può anche vivere del mestiere sbagliato, purché sia fisso. Il tempo scivola via fra lapidi e angeli della morte e mentre tutti prendono stoicamente appunti per non cadere in un sonno profondo, ecco, una mano si alza , è lei, Elisa, coraggiosa paladina del gotico e del fascino del decadente,  si fa avanti e osa dare una sfumatura di dibattito alla lezione, chiedendo il motivo per cui il Foscolo usa quella determinata parola in quel preciso contesto. "Forse il termine è da ricondurre ad un'infanzia travagliata del poeta? " chiede affamata di cultura. Il prof di contro pensa di liquidare la questione con una frase piena di non detti, ma  Elisa insiste,  lo incalza e lui tentenna, sa di essere alle corde, sta per soccombere sotto il peso della cultura, quando ecco..dal fondo della classe ergersi in tutta la sua sfacciataggine Andrea detto Olly,  irriverente Tulipano nero, paladino del pragmatico e del pensiero razionale, sfoderare il suo colpo di fioretto:" Ma non può uno svegliarsi una mattina e decidere di scrivere quello che ha in mente,  così,  senza che ci sia per forza un motivo ?". Il prof non ci crede a quell'inaspettata ancora di salvezza e ci si aggrappa con tutte le sue forze, chiudendo la questione con una tagliente risata e un "Bravo, era ora che qualcuno dicesse le cose come stanno!". La cultura capì così di non essere presenza gradita nelle ore di italiano e la poesia per sempre minata nella sua essenza, mi rimase da quel momento un po' invisa..

Però,  che diamine, rimaneva pur sempre la pittura a cui attingere per saziare la mia fame d'arte ! E fu così che quando otto anni orsono conobbi mio marito, maestro d'arte e pittore, non mi feci scappare l'occasione di indagare sulle recondite  motivazioni che potevano averlo spinto a dipingere una scena di vita contadina su uno sfondo nero che faceva da contrasto con la luminosità del resto del quadro. Periodo cupo della vita, ispirazione Caravaggio? "No, quando non sai come finire un quadro, usa il nero: risolve un sacco di problemi, poi qualcuno potrà dissertare ore sul perché.. Non è che per ogni cosa ci deve per forza essere un significato particolare!" E anche la pittura partì per un lungo viaggio..

A questo punto mi chiedo se mai esisterà ancora qualcosa nell'universo dell'arte che non potrà mai essere scalfito dalle grinfie della casualità della vita, che possa nutrire la mia fame di cultura senza temere attacchi dal barbaro mondo intorno a me.

​Nell'attesa di scoprirlo mi cucino un dolce: ciambella bicolore e in ogni fetta un lampone. Come mai proprio un lampone? Che significato subliminale potrà mai avere la scelta di questo frutto ? Eh, eh, a volte la contingenza di svuotare il frigo aiuta l'artista !

Ciambella bicolore con lamponi

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Ingredienti 

250 gr farina 00

250 gr di burro morbido

300 gr di zucchero semolato

4 uova

1 cucchiaio di cacao amaro

1/2 cucchiaino di bicarbonato 

1 pizzico di sale 

12 lamponi 

  • Accendi il forno a 180 gradi statico. Imburrato e infarinata uno stampo da ciambella o da bundt di 20 cm di diametro. 
  • Monta il burro con lo zucchero con un frullino elettrico e aggiungi un uovo alla volta. Completa con la farina, il sale e il bicarbonato setacciati insieme. 
  • Dividi l'impasto in due e in uno mescola un cucchiaio di cacao.
  • Alterna nello stampo i due composti e immergi i lamponi lungo tutta la circonferenza dello stampo.
  • Cuoci per 30 min, sforna e fai raffreddare. Ottimo per la colazione o per un the.

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