Il dolce canto della Natura

Il dolce canto della Natura

" Heaven and nature sing "

                                                    (Joy to the world)

Il paradiso e la natura uniscono le loro voci, angeli e santi, insieme a fiumi, rocce e foreste, tutti gli animali in coro fanno echeggiare il dolce suono della gioia. Il re è nato e la natura festeggia il suo creatore!

È così, noi oggi sappiamo che mancano solo nove giorni a Natale, e i cuori sono pervasi da quel calore gioioso che solo in questo periodo dell'anno si riesce a provare.Eppure c'è chi non sa nulla di tutto questo, ma leva in alto il suo canto e la sua gioia tutti i giorni dell'anno. È vero che in un tempo frenetico come il nostro, in cui la vita corre veloce come la connessione internet, la voce della natura viene percepita solo da orecchi fini e allenati, ma ogni tanto, grazie a Dio, la vita ti permette di incontrare qualcuno che ha ancora un udito particolare e allora puoi davvero ascoltare qualcosa di meraviglioso. 

Sono quasi due anni che conosco Erika, giovane imprenditrice agricola, di cui ammiro la forza e la capacità di aver cambiato rotta alla propria vita per seguire un sogno e farlo diventare una realtà solida, che ora è un punto di riferimento anche per tanti altri che come lei danno valore ai prodotti coltivati con il rispetto della terra.

Invece con Nicoletta ci conosciamo dalle elementari e devo ammettere che il suo messaggio di qualche giorno fa, in cui mi annunciava che la stagione dei salami era ufficialmente partita, mi ha piacevolmente stupita, poi la bomba:"Porta anche il tuo piccolino, che lo facciamo giocare con le caprette! "🐐

Ad un invito del genere ci si precipita al più presto e così settimana scorsa, in un pomeriggio di sole e di aria frizzante ci siamo visti. La cascina Zucca è proprio sulla strada fra Corbetta e Cassinetta di Lugagnano, e appena scesi dalla macchina Nicoletta ci ha accolto con il sorriso e il calore di chi ama quello che fa, nonostante la fatica che quel cammino comporti. 

Francesco si è subito lanciato alla rincorsa delle capre, che sono davvero trattate come piccole principesse, nutrite con un fieno selezionato, allegre e saltellanti dentro la loro personale stalla calda e riparata. Il becco (lo stallone delle capre) ha già fatto il suo dovere😉e per la prossima primavera i nuovi nati sgambetteranno già fra le zampe delle loro mamme. 

Poi un bel giro alle colorate arnie e scoprire che non c'è davvero limite all'intelligenza della natura, soprattutto delle api, che ormai riconoscono chi le sta nutrendo di acqua e zucchero in questo rigido inverno, tanto che ormai Nicoletta riesce ad avvicinarsi senza più il bisogno di protezioni. Una scala stretta ci ha portati infine alla salumaia e vedendo tutto quel ben di Dio appeso a seccare ho pensato alla mia nonna e alla stanza in cui trent'anni fa entravo, annusando l'aria carica di profumi e promesse, che si sarebbero compiute inesorabilmente fra due fette di pane bianco e morbido. 

Alla fine siamo tornati a casa ricaricati da quel meraviglioso tuffo nella natura e quello che mi è più rimasto nella mente -oltre a quella fila di cacciatorini che porta il mio nome!- sono state le parole di Nicoletta alla mia domanda sul perché di una scelta così coraggiosa e diversa dal lavoro che ha sempre fatto:"A quarant'anni, cosa voglio fare della mia vita?"

Brava Nicoletta, non è mai il momento di chiudere a chiave il cassetto dei sogni, grazie di aver deciso di far vivere una realtà che rischiava di morire con chi ci ha preceduto e grazie di aver deciso di ascoltare il richiamo della natura e di lasciare a lei il comando di tutto, perché l'uomo a volte può solo aspettare e lasciare che sia.. Quindi prenditi tutto il tempo che serve, io sarò paziente e quando assaggerò il tuo formaggio di capra e il tuo miele, sono sicura che sarà un momento di sapore autentico, da non dimenticare!

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