Luoghi comuni e natura

Luoghi comuni e natura

I luoghi comuni sono duri a morire, ci pensavo giusto l'altra sera, mentre mi godevo nel calduccio di casa il rumore di quelle folate di vento, foriero di bel tempo: solo cielo terso e temperature da riviera dei fiori l'indomani , tanto che sembrava quasi che la primavera avesse letto male il calendario, suonando alla porta con un mese di anticipo. Luoghi comuni appunto, perché la natura se ne frega altamente del "non ci sono più le stagioni di una volta" piuttosto che del punto vernale passante in Ariete, che determina ufficialmente l'entrata nella bella stagione. È strano quindi che ci stupisca ancora se la primavera anticipa o se l'inverno con un colpo di coda ci tenesse a puntualizzare che non è ancora andato in letargo come si pensava. La verità è che la natura fa come le pare, ché tanto pioggia o neve, vento e sole, l'uomo riesce sempre a trovarle quel qualcosa che non va, forse solo per giustificare un'impennata dei prezzi su prodotti che poi non sono nemmeno di stagione. Io penso, guardando dalla mia piccola finestra sul mondo, che la natura sappia sempre quello che fa, infatti da queste parti le gelate sono un toccasana per verze ed affini e lo sanno bene i buongustai che, dopo una bella notte gelida, Casoeula e Rüstiva prendono un sapore di gran lunga migliore rispetto agli stessi piatti cucinati nel mese di novembre. È la natura che decide, a dispetto dell'uomo e del suo poco buon senso: i monaci lo avevano capito circa 1000 anni fa e infatti questo territorio porta l'impronta della loro fede, nonché dell'intelligenza di chi ha formato l'archetipo di quello che sarebbe stato il nostro impianto di irrigazione. Imparare a rispettare la natura, ad osservarne i ritmi che regolano il corso delle stagioni è il primo passo per capire dove e come si può intervenire per non rimanere difronte al primo stop che lei impone. In fondo avere a che fare con la natura è un po' come corteggiare una donna: devi frequentarla, comprendere quello che le piace e soprattutto ciò che detesta, e comportarsi di conseguenza. La cosa più importante, da non dimenticare mai, è tenere ben presente che non la capirai mai fino in fondo e per questo non la piegherai mai completamente, perché la natura è libera di essere madre e matrigna e rimanere single allo stesso tempo; la natura basta a sé stessa, è l'uomo invece che ne ha bisogno, che non può vivere senza di lei. Allora il rapporto uomo/natura sarebbe un eterno corteggiamento?  Bah, non mi so dare una risposta, ma posso solo guardare ed assaporare i frutti di questo tira e molla ancestrale come una tela tessuta e disfatta da millenni. Un po' Penelope,  ma anche Boccadirosa, la natura non si piega ai luoghi comuni dei comuni mortali, ma va avanti per la sua strada. Solo i cervelli più fini possono dialogare con la natura e io ringrazio Dio che ce siano ancora in circolazione e prego perché il mondo non manchi mai di tali virtuosi esseri.

 

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