Spread your wings.. dieci anni dopo..

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Spread your wings.. dieci anni dopo..

Spread your wings.. dieci anni dopo..

Spread your wings and fly away… Era già mezzogiorno passato quando il due di giugno di dieci anni fa la melodia di questa canzone si diffondeva fra le volte della chiesa, mentre l’organza del mio abito accarezzava la lunga passatoia che conduceva all’altare. Per fortuna ai piedi dell’altare c’eri anche tu, con lo sguardo un po’ annebbiato dai già tanti brindisi fatti sotto il gazebo del cortile di casa, che mi hai presa per mano e sei rimasto vicino a me, accettando quel “noi”che da quel giorno e per sempre saremmo stati. E ora che siamo arrivati alla sera di

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Il lustro di un lustro..

Il lustro di un lustro..

Preparavo i miei articoli da tempo con cura meticolosa, scrivendoli prima a mano su fogli che conservo ancora come ricordo..e poi c’erano le ricette con il peso esatto degli ingredienti e le foto che mi arrabattavo a sfumare e calibrare per renderle come quelle delle riviste. Era tutto pronto, aspettavo solo una data che fosse giusta per partire e ho scelto il 22 di maggio, Santa Rita da Cascia, la patrona delle cause impossibili. Scelta azzeccata, perché oggi, a cinque anni di distanza sono ancora qui, con il mio piccolo blog, che nonostante subisca i miei ritmi discontinui, è ancora vivo

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Buone abitudini

Buone abitudini

A quanto pare ci siamo, questa sarà l’ultima domenica di mezza clausura: da domani porte aperte alle sante messe, negozi e finalmente parrucchieri! Certo, la strada verso la normalità è ancora lunga e gli ostacoli potrebbero ancora presentarsi, ma questo è un passo importante, quello che aspettavamo da oltre due mesi. Già,  questi mesi passati in quarantena hanno cambiato le nostre abitudini e devo ammettere che alcune mi mancheranno un po’.. I social invasi da immagini di pani, pizze e torte rigorosamente home made, lunghe dissertazioni sull’alveolatura dei lievitati..e le meravigliose ricette per supplire alla mancanza dell’introvabile lievito, diventato più

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Fase due..cinquant’anni dopo..

Fase due..cinquant’anni dopo..

Sono entrata nella cosidetta “fase due” con una tazza di caffè nero fumante e amaro fra le mani a mitigare la dolcezza di questa soffice torta di pan di Spagna, fragole e meringhe.. Bella vero? Ancora più bella se si considera la che la piccola chef sucré non ha ancora compiuto i suoi primi undici anni..Perfetta, se si aggiunge che fatta per festeggiare il 50esimo anniversario di matrimonio dei suoi nonni.. E le rose..vogliamo mettere le rose appena colte dal cespuglio del giardino a spargere la loro fragranza per tutto il porticato? E poi, vuoi dare un prezzo ad un

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Le briciole nel piatto

Le briciole nel piatto

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A ciascuno il suo drago

A ciascuno il suo drago

A quanto dice la tradizione cristiana San Giorgio era un tipo tosto, che non le mandava a dire e menava pure le mani a suon di lancia scagliata contro idoli e sacerdoti pagani. Insomma non era proprio il prototipo del politically correct tanto in voga oggi. Forse sarà per questo che le cose nel tempo sono virate un po’ facendolo diventare un biondo cavaliere boccoloso, armato di scudo e spada, che ammazza il drago che tormentava da tempo la città e libera la bella fanciulla prigioniera, come nella migliore scuola del filone fantasy. Grazie al cielo oggi i nodi stanno

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No lievit, no panic!

No lievit, no panic!

Una cosa è  sicura: questo periodo di forzata quarantena fra mura più o meno domestiche verrà ricordato anche per il ritorno alla centralità del focolare. Tutti si cimentano e soprattutto vanno orgogliosi dei loro capolavori e devo ammettere che è una bellezza vedere i social pieni zeppi di pagnotte e torte che spuntano qua e là nelle ore più disparate del giorno e della notte. Ma..c’è un però.. perché tutto questo impastare ed infornare pare abbia causato un’impennata di acquisti di lievito, tanto da causare problemi di approvvigionamento: lievito di birra = non pervenuto. Ma l’ingegno umano non si è

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Il quadro dei miracoli

Il quadro dei miracoli

Il 17 aprile 1555, giovedì dell’ottava di Pasqua,  alcuni bambini giocavano davanti alla piccola chiesa di Corbetta dedicata a san Nicola, mentre, dal quadro dipinto sulla bella facciata, la Madonna con in braccio il suo Bambino li osservavano silenziosi e immobili come sempre. D’un tratto però i bambini si accorsero che il piccolo Gesù si era divincolato dall’abbraccio della mamma per venire a giocare con loro: evidentemente ci pensava da parecchio a quella piccola fuga, perchè vedendo quei monelli giocare tutti i giorni alle bocce aveva finito anche Lui per imparare le regole ed appassionarsi al gioco e alla fine,

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Aria di speranza..

Aria di speranza..

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Nulla di eccessivo..solo un capolavoro!

Nulla di eccessivo..solo un capolavoro!

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Una dispensa colma di fagioli

Una dispensa colma di fagioli

Alzi la mano chi un mese fa, quando la zona rossa di Lombardia era circoscritta al solo lodigiano, non ha pensato ad un’imminente serrata totale e si è immediatamente precipitato ad assaltare i moderni forni, riportando alla memoria mirabili pagine manzoniane sepolte dai tempi polverosi del liceo.

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Primavera…

Primavera…

Il primo giorno di una nuova stagione segna il passo e induce ad un cambiamento sotto lo slancio creato  dalla novità e dai buoni propositi, che ci infondono quell’energia necessaria per convincerci che tutto può cambiare della nostra vita, che tutto può ancora essere. Fin troppe primavere ho passato persa fra questi pensieri, sognando un ‘estate che -quella sì! – sarebbe stata la mia stagione, quella che mi avrebbe portato ad essere una persona nuova, rompendo tutti gli schemi imposti dal passato e cancellando con un colpo di spugna tutti i miei difetti. Poi mi sono svegliata e ho capito

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Forte come un papà

Forte come un papà

Tanto tempo fa ci fu un virus molto cattivo che un bel giorno si mise in testa una corona e decise che da quel momento lui sarebbe stato il re del mondo. Sì rivelò da subito un sovrano molto crudele, si nascondeva fra i baci e gli abbracci, minacciando di togliere il respiro a tutti i malcapitati, che a quel punto erano costretti a stare chiusi in casa. Tutti avevano paura, chiusero le scuole e i negozi, la tristezza ammantava gli animi e nemmeno una primavera più splendida che mai riusciva a far sorridere le persone. Ci fu un papà

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Acqua di marzo

Acqua di marzo

Pioggia di marzo..un’ acqua discreta che bagna la campagna, una linfa vitale che ha il profumo della primavera timida e un po’ indecisa, con l’inverno sempre sulla soglia di casa, come una madre che con i propri figli sa mantenersi in equilibrio fra indulgenza e rigore per il loro bene. È così che si cresce, le cose desiderate vanno sudate.. e una vita senza fatica cosa può insegnare? Oggi è il quinto giorno, da quando è iniziata la restrizione, che sono a casa con mio figlio, e una cosa l’ho capita: è difficile essere pioggia quando dopo un lungo inverno

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Riparo nella tempesta

Riparo nella tempesta

8 marzo 2020, festa della donna, un giorno in cui non ho mai avuto gran voglia di festeggiare, perché l’ho sempre considerata una festa intrisa di retorica e di luoghi comuni a profusione, come fossimo schiave liberate da chissà quale giogo imposto dal maschio soverchiatore. Ho sempre pensato che questa festa è solo business e che le femministe che scendono in piazza a strillare, poi si cuciono la bocca davanti a quelle donne che non hanno libertà di scelta, costrette ad obbedire a leggi e consuetudini, dettate da un qualcosa che qualcuno identifica ancora come cultura. Oggi però è un

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Prendersi cura

Prendersi cura

Bastare a sé stessi non fa parte della natura degli esseri umani, ne sono convinta, soprattutto in questi giorni in cui dalle mie parti la psicosi collettiva è stata palpabile. Qualcuno parla di istinto primario, io invece penso che cercare l’altro sia una questione di bisogno primario di amare, di prenderci cura di qualcuno. Perché? Perché forse il genere umano non è così schifoso come tante teorie imperanti in questo periodo storico vogliono invece farci credere. Siamo esseri che amano, perché solo così ci si sentiamo vivi, solo così abbiamo certezza che il nostro viaggio su questa terra può avere

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Questione di fiducia

Questione di fiducia

“L’uomo non metta mano a ciò che la natura sa fare meglio”. Me lo ripete spesso mio papà da quando anni or sono ha deciso di convertirsi all’agricoltura sinergica e alla lombricoterapia. Quindi da quel giorno l’orto di famiglia si è trasformato, con le vasche del compostaggio che diventano depositi di fertilizzante naturale, le vangature del terreno ridotte al minimo per non rovinare il prezioso lavoro dei lombrichi e tanta paglia a ricoprire le aiuole dopo la semina per preservare il terreno. Non si pensi però che tutto ciò significhi meno fatica ed attenzione – tutt’altro!- si instaura semplicemente un

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Un libro pieno di “Grazie!”

Un libro pieno di “Grazie!”

In questi giorni di festa ne ho letti molti sui social di bilanci dell’anno passato e di propositi per quello che abbiamo iniziato a percorrere, fatti da amici, conoscenti e personaggi più o meno famosi. Mi sono accorta allora di non gradire affatto i bilanci e quindi non ne ho fatti e non ne farò, perché immancabilmente mi danno un senso di frustrazione e di rabbia per ciò che potevo fare e invece non ho fatto. Poi arriva il tempo dei propositi e magari dei sogni..e immancabilmente ci pensa il solito qualcuno che ce l’ha fatta a realizzare tutti i

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Avanzi a chi?

Avanzi a chi?

Eccoci qua, come ogni anno fra Natale e Capodanno il frigo è pieno come non mai di ciotole e contenitori di ogni tipo che fanno capolino dai ripiani. Gli avanzi del Natale si ripropongono, ma il fascino al palato non è più quello di qualche giorno fa, l’ingegno di chi sta ai fornelli deve assolutamente affinarsi per far sì che l’avanzo si rivesta di nuovo fulgore, evitando che si trasformi in rifiuto. Allora forza! Questo è il momento più propizio dell’anno per vestire di nuovo il vecchio e per dare vita a creazioni uniche che oltre a riempire lo stomaco

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Aria di Natale

Aria di Natale

Ci siamo quasi, solo una manciata di giorni ci separa dal Natale, il corso che percorro tutti i giorni è una festa per gli occhi con le ghirlande luminose e il grande albero scintillante a lato della piazza. La casa è pronta da più di un mese ormai e la statuina di Gesù bambino è quasi stanca di starsene lassù in un angolino della libreria, ha voglia di occupare il posto che le spetta al centro della capanna di legno fra Maria e Giuseppe. Nell’attesa la cosa migliore è godersi questi giorni di quasi festa, frenetici, ma belli. Mi piace

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